Errori da evitare nelle tue grafiche, con i colori del tuo brand
Mi capita spesso di guardare le vetrine, i volantini, manifesti intorno a me, o anche affissioni istituzionali.
Qualche giorno fa, davanti a un ufficio postale, ho visto un cartellone che mi ha fatto rallentare, ma non per il motivo giusto.
Il messaggio era importante: “Durante i lavori, la Posta resta aperta.”
Peccato che fosse scritto in giallo su sfondo bianco. L’informazione principale era praticamente sparita. C’era, sì. Ma nessuno la leggeva.

Ed è lì che ho pensato:
👉🏻 Quante volte succede anche nei brand personali, nei contenuti sui social, nei siti web?
Non basta avere qualcosa da dire. Se non si vede, se non si legge, se non si distingue… quel messaggio non esiste.
E se il problema fossero i colori “giusti”?
Sembra un paradosso, ma spesso i colori che scegliamo con amore per rappresentarci… sono gli stessi che ci impediscono di farci capire.
Nel mio lavoro di visual designer, e soprattutto nei percorsi di accompagnamento , questo è uno dei primi punti che affronto con la cliente: la differenza tra una palette bella e una palette funzionale.
Sì, perché non tutto ciò che ti piace funziona. E non tutto ciò che ti rappresenta parla anche agli altri.
Il mio metodo: progettare una palette che funzioni davvero
Quando inizio un percorso di identità visiva, chiedo per curiosità “quali colori ti piacciono”: è un modo per me per entrare in contatto diretto con la cliente e iniziare a conoscerla un po’; ma poi:
Ti accompagno in un’analisi molto più profonda:
- Quali emozioni vuoi trasmettere?
- Qual è il contesto in cui comunichi di più (Instagram, sito, stampa)?
- Che tipo di impatto vuoi avere su chi ti scopre oggi per la prima volta?
Attraverso domande come queste, costruiamo un’identità cromatica strategica e armonica, in cui ogni tinta ha delle funzioni precise: evidenziare, accompagnare, rassicurare, attirare.
E definiamo le combinazioni più efficaci, le gerarchie, le percentuali d’uso, i margini di libertà, gli abbinamenti contestuali. Perché non si tratta solo di scegliere colori. Si tratta di farli dialogare tra loro, e soprattutto con il tuo messaggio.
Ecco cosa fa davvero la differenza:
- 🎨 Contrasto – il colore principale deve emergere, non affondare
- 📐 Gerarchia visiva – lo sguardo va guidato, non disperso
- 🔁 Abbinamenti funzionali – i colori parlano anche tra loro
- 🎯 Funzione visiva – ogni colore ha un ruolo, non sono tutti uguali
Quando questi elementi sono chiari, i tuoi contenuti non solo sono belli… sono anche efficaci.
L’esempio de La Poste, che insegna più di quanto sembri
Quel cartellone davanti all’ufficio postale è l’esempio perfetto di un’informazione importante comunicata male.
Il contenuto era corretto. Ma l’esecuzione visiva lo ha reso inutile. Ecco perché insisto sempre su questo punto: i colori non sono un accessorio. Sono un mezzo espressivo potentissimo, se usato con consapevolezza.
Guarda come sarebbe stato diverso se avessero pensato in questo modo:

Una palette efficace:
✔ Ti rappresenta
✔ È coerente con il tuo tono di voce
✔ Aiuta a distinguerti
✔ Comunica emozioni in modo intenzionale
✔ Ti rende riconoscibile, ovunque
Ma soprattutto: non ti confonde. Non ti zittisce. Non ti fa sparire.
Il mio lavoro non è quello di scegliere “bei colori” per il tuo brand. È quello di aiutarti a costruire una voce visiva chiara e autentica, che funzioni ogni giorno, in ogni contesto, e che ti faccia sentire finalmente riconosciuta.
E sì, questo a volte significa rimettere in discussione ciò che ti piace, per far emergere ciò che ti fa brillare davvero.
Ti lascio con una domanda: Stai usando i tuoi colori… o sono loro a usare te?
📩 Se senti che il tuo brand visivamente non ti assomiglia più, se vorresti alleggerire, armonizzare o semplicemente capire meglio cosa funziona, scrivimi.
Il primo passo è sempre uno sguardo attento. Insieme.





